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Centro di Accoglienza e somministrazione

Nel giugno 1999 la u.o. Ser.T. della Azienda Sanitaria Locale n° 1 Imperiese, al fine di rendere più accogliente e funzionale il servizio, ha deciso di trasferire la sede della somministrazione del metadone per l'area sanremese  dall'ospedale civile di San Remo alla sede di Villa Spinola, a Bussana. Rispetto alla precedente collocazione si sono ben presto evidenziate almeno tre caratteristiche positive:

  1. Maggiore vicinanza con la sede sanremese del Ser.T. e conseguente disponibilità di operatori e servizi aggiuntivi per gli utenti
  2. Orario di apertura più ampio (dalle 9:30 alle 15:00 dal lunedì al venerdì, e dalle 10:00 alle 12:30 il sabato) con conseguente affluenza più diluita e graduale degli utenti del servizio.
  3. Possibilità di integrare il personale infermieristico con figure animative ed educative

In una fase iniziale è stata avviata dagli operatori del Centro Sociale Mobile un'attività animativa che ha avuto riscontri positivi.
L'Ancora, insieme al Ser.T. della Asl 1 Imperiese, vorrebbe cercare di sviluppare le potenzialità di accoglienza di tale servizio, creando cioè le condizioni per svolgere anche attività informative ed educative.

La Regione Liguria ha già approvato la richiesta fatta dal Centro "l'Ancora" per trasferire parte della convenzione della sede di Accoglienza Diurna di Sanremo presso la sede di accoglienza di Bussana, con un preciso progetto mirato a rendere la sede di somministrazione del metadone non soltanto un luogo a valenza sanitaria, ma anche un luogo nel quale sia possibile tessere relazioni che permettano poi agli operatori di effettuare interventi di animazione, prevenzione, counseling, ecc. Si pensa infatti di integrare a breve termine il personale già operante presso la sede di somministrazione con alcuni educatori ed uno psicologo.

L'Ancora crede infatti che gli interventi di riduzione del danno abbiano un senso se tendono a realizzare un miglioramento della qualità della vita delle persone che ne usufruiscono, mettendole nelle condizioni di apportare eventualmente dei cambiamenti al proprio stile di vita. Il rischio sempre presente è invece il fatto di accettare passivamente la realtà del tossicomane.